DISCARICA RAFFINERIA METALLI CAPRA, MATTARELLA TELEFONA AD UN RESIDENTE CHE GLI HA SCRITTO

CORRIERE DELLA SERA BRESCIA/CRONACA 

IL CASO DELLA DISCARICA CONTENTE SCORIE RADIOATTIVE

Discarica Capra, Mattarella telefona ad un residente che gli ha scritto

Il Quirinale chiama al presidente dell’associazione Volontari di Capriano del Colle, preoccupato per la mancata bonifica: «Mi ha detto che ha allertato il ministero»

di Pietro Gorlani


La mancata bonifica della discarica Metalli Capra di Capriano del Colle, contenente 82mila tonnellate di scorie con Cesio 137, è finita addirittura nell’agenda del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il merito di aver coinvolto la massima carica dello Stato va a Angelo Giuseppe Zizioli, 73enne presidente dell’associazione gruppo Volontari Solidarietà di Capriano-Fenili-Azzano. È lui che, anche sulla scorta dei diversi articoli pubblicati dal Corriere in merito allo stallo riguardante l’attesa bonifica, il 22 marzo ha preso carta e penna e ha scritto a Mattarella. Il quale, martedì, lo ha fatto chiamare dalla sua segreteria. «Ero in giardino quando ho ricevuto la telefonata dal Quirinale – racconta Zizioli –. Lì per lì non ci volevo credere ma del resto la lettera l’avevo spedita solo a lui e quindi non poteva trattarsi di uno scherzo. La sua segretaria mi ha detto che il presidente Mattarella aveva letto la mia richiesta d’aiuto e ne è rimasto colpito, inoltrando la lettera al ministero della transizione ecologica affinché prenda i provvedimenti del caso». Ministero chiamato in causa già più volte anche dalla Prefettura, per la verità.

Zizioli ha visto nascere la discarica sul Monte Netto, quando la Metalli Capra iniziò a riempire una ex discarica di argilla di scorie di fonderia. Poi negli anni Novanta la scoperta della radioattività, la sua chiusura, la promessa di una messa in sicurezza che non è mai arrivata. La società Metalli Capra è fallita nel gennaio 2019, e il piano da oltre 6 milioni di euro per la copertura della discarica commissionato agli esperti di Arcadis è finito sul tavolo dei curatori fallimentari. Nel frattempo il percolato prodotto dal sito ha continuato a riempire i pozzetti di raccolta: fino alla primavera del 2019 veniva portato al depuratore Asmia di Mortara, poi i conferimenti si sono interrotti, anche se le concentrazioni erano a livelli molto bassi. Il prefetto Attilio Visconti, impose e ottenne dalla curatela fallimentare l’installazione di nuove cisterne, facendo il possibile per velocizzare i lavori di copertura. Ma a febbraio 2021 Arpa ha lanciato un nuovo allarme: i livelli di percolato crescono sempre di più (sono arrivati a 1,93 metri d’altezza) e non sono state messe nuove cisterne.

La curatela fallimentare ha promesso alla Prefettura di mantener fede al piano approvato nel giugno 2020: la copertura con bentonite, utilizzando lo stesso percolato per l’impasto cementizio. «Partiremo a fine dell’estate, inizio autunno hanno assicurato al Corriere tre mesi fa curatori fallimentari Stefano Midolo, Davide Felappi e Leandro Di Prata, che speravano nella vendita dei capannoni dell’ex fonderia di alluminio a Castel Mella e Montirone per avere la liquidità sufficiente all’operazione. Ma la prima asta (a marzo) è andata deserta. E questo complica non poco le cose. Va anche individuato un ente che gestisca il tutto (al momento l’iter è in capo alla Prefettura che però non può gestire flussi di denaro e appalti per i lavori). Potrebbe toccare ala Regione, ma il ministero deve dire la sua.

«Io non sono alla ricerca di colpevoli, sono stato anche vicesindaco dal 2001 al 2003 e so che non è facile affrontare la questione – chiude Zizioli – ma la popolazione è preoccupata e non deve essere ignorata. Un report sanitario di qualche anno fa riportava un eccesso di incidenza di tumori a Capriano, di certo non sarà per colpa della discarica ma non si può negare il problema». Già. Zizioli ha anche invitato Mattarella ad un tour sulla discarica, il 18 maggio, quando inaugurerà l’anno accademico alla Statale di Brescia: «La sua segreteria mi ha risposto che ha già un’agenda troppo fitta di impegni. Ma il fatto che si stia occupando direttamente della questione mi riempie di gioia: è una delle discariche più grandi d’Italia, non è possibile che non sia ancora stata messa in sicurezza dopo 30 anni».

7 maggio 2021 | 17:25

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