OLTRE AL DANNO LA BEFFA CHI PAGA SONO SEMPRE I SOLITI E CHI HA INQUINATO LA FA FRANCA

 Home Cronaca Articolo GDB+

CRONACA BASSA 13.03.2024

Ex Metalli Capra, la beffa degli stipendi mai pagati e del milione fantasma

Salvatore Montillo

La denuncia arriva da uno dei 150 operai che da cinque anni aspettano gli arretrati

«Certo fa piacere sapere che i cittadini di Capriano, del tutto incolpevoli per altro, avranno la salute salvaguardata. Varrebbe la pena ricordare, però, che a pagare di tasca propria parte della bonifica saranno gli ex dipendenti della Metalli Capra. Almeno un grazie!».

Riccardo (il nome è di fantasia) è arrabbiato e non lo nasconde. Quando ieri mattina ha aperto il Giornale di Brescia e letto la (buona) notizia dell’avvio della messa in sicurezza della discarica radioattiva di Capriano del Colle ha sperato che da qualche parte, nell’articolo, ci fosse un riferimento «a quei poveracci che con il fallimento dell’ex fonderia, nel 2019, sono rimasti senza un lavoro e con diversi mesi di stipendi arretrati». Stipendi che, probabilmente, non incasseranno mai.

Sono in tutto 150 operai, 120 dello stabilimento di Castel Mella, e 30 di Montirone, che da cinque anni aspettano qualcosa come un milione di euro circa di salari, che speravano di riuscire ad incassare dalla vendita dei capannoni. Cosa che probabilmente non avverrà. Riccardo oggi ha 54 anni e un lavoro e quando cinque anni fa la Metalli Capra ha alzato bandiera bianca avanzava 40mila euro lordi di stipendi arretrati. «Meriteremmo almeno una menzione - si sfoga - Ma come mai non si vuole ricordare che ci sono famiglie di ex dipendenti che non prenderanno più nulla? Varrebbe la pena dirlo che i soldi per la messa in sicurezza vanno a discapito degli ex dipendenti che da cinque anni attendono gli arretrati».

La norma

Dal 2018, effettivamente, in Italia la legge prevede che gli obblighi di natura ambientale siano in capo al curatore fallimentare per fatti imputabili all’impresa fallita e che nella gradazione dei crediti, il risanamento ambientale venga prima dei creditori, dipendenti compresi. «Purtroppo - conferma Davide Felappi, componente della triade che sta curando il fallimento Metalli Capra - non siamo in grado di destinare un riparto a favore dei creditori. Dalla stima che abbiamo fatto - aggiunge - tutto il ricavato della vendita dei capannoni e di alcune quote societarie saranno da destinare alle questioni ambientali».

Tra la vendita degli stabilimenti di Montirone e Castel Mella, più altre proprietà del fallimento, la curatela è riuscita a ricavare poco meno di 15 milioni di euro. «Di questi - continua Felappi - tra costi, Iva e spese accessorie, 12 milioni serviranno solo per il primo lotto dei lavori di messa in sicurezza della discarica, cui bisogna aggiungere i costi di questi anni derivanti dalla custodia della discarica, in capo alla curatela per evitare altri danni ambientali». Per i lavoratori, insomma, non rimarrà nulla. Una conferma che arriva anche da Antonio Ghirardi segretario della Fiom di Brescia. «In tutto gli operai che attendono salari arretrati saranno un centinaio. Da noi sono domiciliati in 81 che hanno crediti per 920mila euro. Ma ad oggi, non abbiamo notizie che riceveranno mai un euro di rimborso».



Commenti