Discarica di scorie radioattive a Capriano: bomba ecologica disinnescata entro fine anno

BRESCIAOGGI 10 marzo 2026

ambiente di Cinzia Reboni



Discarica di scorie radioattive a Capriano: bomba ecologica disinnescata entro fine anno

Raddoppiati i mezzi per lo scavo del «sarcofago» destinato a sigillare 82.500 tonnellate di scorie contaminate nel 1989 da Cesio 137


Con 82.500 tonnellate di scorie contaminate da Cesio 137, la ex Metalli Capra di Capriano del Colle è una delle discariche radioattive più grandi di Italia. La messa in sicurezza avanza a grandi passi e il cronoprogramma dei lavori potrebbe persino accorciarsi. «E' stata aggiunta una macchina per procedere con lo scavo per realizzare il diaframma perimetrale di cemento di 30 metri di profondità e largo 80 centimetri, destinato a bloccare l'infiltrazione di acqua piovana che negli anni ha dato origine al percolato, il fluido prodotto dal disfacimento delle scorie – conferma il sindaco Stefano Sala -. Naturalmente, raddoppiando le attrezzature, le tempistiche si riducono e il sarcofago per sigillare i rifiuti radioattivi potrebbe essere pronto in anticipo rispetto alla scadenza fissata. Tutto dipende dal meteo, perchè in caso di pioggia i lavori devono essere sospesi, e dagli imprevisti che possono sempre esserci dietro l'angolo, trattandosi di un intervento molto delicato. Tutto comunque fa pensare di raggiungere l'obiettivo in anticipo rispetto alla fine del 2026 inizialmente prevista».

«Si tratta comunque di un’operazione molto lenta – aggiunge il sindaco -: stiamo parlando di 2,5 metri di escavazione al giorno. Ma avere due macchinari significa raddoppiare il quantitativo. Sono soddisfatto per come procede la messa in sicurezza, in modo corretto e veloce. I report evidenziano un calo del percolato che rappresenta una potenziale fonte di contaminazione delle falde, anche perchè non sta piovendo molto, e quel poco che c'è verrà utilizzato per i lavori in corso».

I lavori

Lavori che prevedono la messa in sicurezza permanente di un’area di 74.000 metri quadrati con la costruzione di un sarcofago impermeabile attorno alla discarica, ed un «capping», ovvero la copertura superficiale con teli impermeabili coperti da cemento e da mezzo metro di argilla, che isoleranno definitivamente le scorie qui stoccate dagli anni Novanta. Nel 1989, infatti, negli stabilimenti della raffineria venne fusa accidentalmente una partita di rottami di alluminio proveniente dall'Est Europa contaminata dal Cesio 137, isotopo radioattivo artificiale.

I residui di quella lavorazione furono stoccati nell’ex cava che l’azienda utilizzava come discarica di rifiuti industriali. Terminata la messa in sicurezza, sopra l'ex discarica verrà piantumato un bosco. Arpa Lombardia effettuerà un monitoraggio trentennale, fatto più volte all’anno, per garantire la stabilità e l’assenza di rischi futuri. A 36 anni dalla nascita della discarica, la «bomba» ecologica di Capriano sarà finalmente disinnescata. L’intervento ha un costo di circa 9 milioni di euro, fondi recuperati dalla curatela fallimentare con la vendita dei due capannoni industriali dell’ex Metalli Capra a Castel Mella e a Montirone, (questo lo aggiungiamo noi) anche di stipendi arretrati di 150 operai, 120 dello stabilimento di Castel Mella, e 30 di Montirone, che da anni aspettano qualcosa come un milione di euro circa di salari, che speravano di riuscire ad incassare dalla vendita dei capannoni. Cosa che probabilmente non avverrà, perché dal 2018 in Italia la legge prevede che gli obblighi di natura ambientale siano in capo al curatore fallimentare per fatti imputabili all’impresa fallita e che nella gradazione dei crediti, il risanamento ambientale venga prima dei creditori, dipendenti compresi.


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